Bug Fix

Sono state risolte le seguenti vulnerabilità relative alle librerie di terze parti:

  • CVE-2026-49875, CVE-2026-50623, CVE-2026-50627, CVE-2026-50628, CVE-2026-50629, CVE-2026-50630, CVE-2026-50631, CVE-2026-50632, CVE-2026-50633, CVE-2026-50634, CVE-2026-50645, CVE-2026-54225, CVE-2026-57817, CVE-2026-57818, CVE-2026-57819, CVE-2026-61466, CVE-2026-63687, CVE-2026-64958, CVE-2026-65432, CVE-2026-65583, CVE-2026-66909, CVE-2026-68079, CVE-2026-68481, CVE-2026-71575, CVE-2026-100227, CVE-2026-107937, CVE-2026-107938, CVE-2026-108039: aggiornata libreria “org.apache.cxf:*” alla versione 3.6.13

  • CVE-2026-54512, CVE-2026-54513, CVE-2026-54514, CVE-2026-54515, CVE-2026-68497, CVE-2026-83557, CVE-2026-19032: aggiornata libreria “com.fasterxml.jackson.core:*” alla versione 2.18.11

  • CVE-2026-44891, CVE-2026-55831, CVE-2026-55833, CVE-2026-62380, CVE-2026-89044: aggiornata libreria “io.netty:*” alla versione 4.1.138.Final

  • CVE-2026-66142, CVE-2026-66143, CVE-2026-66144, CVE-2026-91863, CVE-2026-91864, CVE-2026-91865, CVE-2026-91866, CVE-2026-91867: aggiornata libreria “org.apache.neethi:neethi” alla versione 3.2.4

  • CVE-2026-88920, CVE-2026-85532, CVE-2026-92899: aggiornata libreria “org.apache.wss4j:*” alla versione 2.4.4

  • CVE-2026-102495, CVE-2026-102496, CVE-2026-102497: aggiornata libreria “org.apache.ws.xmlschema:xmlschema-core” alla versione 2.3.3

  • CVE-2026-8763, CVE-2026-13506: aggiornata libreria “org.bouncycastle:*” alla versione 1.86

  • CVE-2026-84939: aggiornata libreria “org.freemarker:freemarker” alla versione 2.3.35

  • CVE-2026-78254: aggiornata libreria “org.apache.ant:*” alla versione 1.10.18

  • CVE-2026-49844: aggiornata libreria “org.apache.logging.log4j:*” alla versione 2.26.1

Sono stati risolti i seguenti bug per la componente runtime del gateway:

  • Il provider “BouncyCastle” impediva la lettura dei keystore PKCS12 cifrati con algoritmi moderni (PBES2/AES-256, default di OpenSSL 3 e di keytool dal JDK 16), segnalando l’errore fuorviante “keystore password was incorrect”.

  • Profilo ModI: le richieste con Content-Type “application/problem+json”, “application/problem+xml” o contenenti un SOAPFault venivano trattate come messaggi di errore e la sicurezza messaggio non veniva applicata in fruizione né verificata in erogazione.

  • Corrette le seguenti anomalie relative alle trasformazioni:

    • sulle API REST le operazioni sull’header “Content-Type” non venivano applicate in assenza di una conversione del contenuto;

    • sulle API REST una regola che ridefiniva HTTP Method o Path e trasformava la risposta faceva fallire ogni invocazione con errore 502.

  • Corrette le seguenti anomalie relative ai connettori HTTP:

    • l’override della configurazione HTTPS della JVM attivato su un connettore veniva applicato anche alle connessioni verso Token Endpoint e Attribute Authority, causandone il fallimento;

    • il connettore “Status” con verifica statistica poteva contare due volte le transazioni.

  • Correlazione Applicativa: un messaggio privo di contenuto (es. risposta con codice HTTP 204) faceva terminare la transazione con errore anche quando l’impostazione “Identificazione fallita” della regola era “accetta”. È adesso possibile trattare l’assenza del contenuto come una normale identificazione non riuscita: la transazione termina con errore solo se la regola prevede “blocca”, mentre con “accetta” prosegue senza registrare l’identificativo di correlazione. Il nuovo comportamento è disabilitato per default, per retrocompatibilità, ed è attivabile separatamente per richiesta e risposta nella configurazione globale.

  • Claim, parametri e header definiti con la forma opzionale “?{..}” e non risolvibili a runtime venivano inviati con un valore vuoto anziché essere omessi, causando ad esempio il fallimento della negoziazione di un token PDND.

  • La validazione dei contenuti di una API REST rifiutava con errore 502 documenti XML validi, in funzione della sola formattazione (es. elemento radice su più righe o attributi con apici singoli).

  • I file temporanei creati nella directory “dumpBinario” per i messaggi di grandi dimensioni non venivano sempre eliminati al termine della transazione, accumulandosi fino a saturare il volume dei log (caso tipico: API REST con validazione dei contenuti e messaggi binari o multipart). L’eliminazione è adesso garantita ed è stata aggiunta una pulizia periodica della directory.

  • WS-Security: con la nuova versione di “wss4j” non venivano più accettati gli attachment cifrati in modalità “Element” privi del Content-Type tra gli header cifrati. Il Content-Type viene adesso sempre cifrato; per accettare i messaggi prodotti dalle versioni precedenti è possibile abilitare in ricezione l’opzione “decryptAttachmentMimeTypeFallback”.

  • Gli eventi di violazione del controllo del traffico potevano non essere registrati quando più raggruppamenti di una stessa policy venivano violati contemporaneamente.

  • Con il forward proxy (govway-proxy) attivo, il claim “htu” del DPoP proof generato verso il backend riportava l’URL del proxy anziché quello del backend.

  • Nel passaggio all’ora solare, i messaggi presi in carico tra le 02:00 e le 02:05 venivano riconsegnati continuamente e alcuni identificativi Integration Manager risultavano non trovati.

  • Su Apache Tomcat sono stati eliminati gli errori segnalati durante l’arresto tramite lo script “shutdown.sh”.

Per la console di gestione sono stati risolti i seguenti bug:

  • I caratteri speciali (es. doppi apici) dei template di Correlazione Applicativa venivano visualizzati come entità HTML e alterati a un successivo salvataggio.

  • Negli elenchi il numero di elementi per pagina veniva perso tornando all’elenco; l’export di molti oggetti poteva fallire con l’errore «414 URI Too Long».

  • Lo spostamento tramite frecce delle regole di proxy pass e degli archivi dei plugin falliva dopo la cancellazione di elementi. In tutte le liste ordinabili (regole di proxy pass, policy di rate limiting, regole di trasformazione e relative risposte, archivi dei plugin, handler) lo spostamento è adesso possibile anche oltre il confine di pagina, mentre con un filtro di ricerca attivo la colonna “Ordine” non viene visualizzata. Corretti inoltre i tooltip con lettere accentate, mostrati come entità HTML, e il titolo delle liste annidate dopo una ricerca.

  • Documentate, nella token policy di negoziazione PDND e nel manuale, le keyword per la configurazione del purposeId riferite all’applicativo identificato tramite token.

Per la console di monitoraggio sono stati risolti i seguenti bug:

  • La lettura dei CSV del Tracciamento PDND non rilasciava la connessione al database, esaurendo le connessioni del datasource; il problema riguardava l’export e il download dei tracciati e la pubblicazione verso la PDND del timer statistiche in modalità applicazione web.

  • Su Tomcat, in presenza di molti soggetti operativi, il cambio del profilo di interoperabilità e la navigazione tra le sezioni visualizzavano l’errore «Illegal Syntax for Set Operation».

  • Il titolo della console si configura adesso con la proprietà “console.nome.esteso”, come per la console di gestione.

Per le API di configurazione sono stati risolti i seguenti bug:

  • La creazione o modifica di risorse, azioni o servizi, e l’aggiornamento della gestione token o del caching della risposta, terminavano con errore 500 in assenza di alcuni campi opzionali; i campi assumono adesso il valore di default.

  • La configurazione ModI di una fruizione non veniva validata secondo le regole del profilo, consentendo configurazioni non ammesse dalla console.

  • Una fruizione ModI “oauth” creata senza identificativo, kid e keystore non era più leggibile (errore 500).

  • Nella creazione di un’API SOAP, la validazione del profilo ModI la trattava come REST.

Per le API di monitoraggio sono stati risolti i seguenti bug:

  • I report di Analisi Statistica non coincidevano con quelli della console: senza filtro sull’esito venivano riportate le sole transazioni con successo, gli estremi dell’intervallo non venivano allineati all’unità di campionamento e l’unità temporale, se non indicata, veniva assunta giornaliera.

  • Le richieste scartate venivano escluse per default da tutte le ricerche, in contrasto con la console e con l’interfaccia OpenAPI.

  • L’API che restituisce il CSV di un tracciato PDND risponde adesso con codice HTTP 404, anziché 500, quando il CSV non è disponibile.