Correlazione Applicativa

La funzione di Correlazione Applicativa consente al gateway che elabora il messaggio di richiesta, di estrarre un identificatore relativo al contenuto applicativo. L’identificatore, se presente, finisce nei sistemi di tracciamento e diagnostici, a completamento delle informazioni già presenti. I dati per configurare la correlazione applicativa consistono in un insieme di regole per l’estrazione di tale identificatore.

Per accedere alla configurazione della correlazione applicativa, per una data erogazione/fruizione, si utilizza la sezione «Correlazione Applicativa» presente nell’ambito della configurazione del tracciamento di una fruizione/erogazione (sezione Tracciamento).

Utilizzando il collegamento Regole, presente nel riquadro della Richiesta o Risposta, si accede all’elenco delle regole di correlazione applicativa presenti. Premere il pulsante Aggiungi per aggiungere una nuova regola (Fig. 108)

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Fig. 108 Creazione di una regola di correlazione applicativa

Per la creazione di una regola di correlazione applicativa si devono indicare i seguenti dati:

  • Elemento: Questo dato serve per capire su quali messaggi è applicabile la regola di correlazione applicativa che si sta definendo. Lasciando il campo vuoto si intende che la regola si applica a tutti i messaggi. In alternativa è possibile indicare:

    • Nome Azione o Risorsa: il nome esatto dell’azione o della risorsa su cui verrà applicativa la regola

    • HttpMethod e Path (utilizzabile solo su API REST): metodo http e path di una risorsa dell’API; è possibile indicare qualsiasi metodo o qualsiasi path con il carattere speciale “*”. È inoltre possibile definire solamente la parte iniziale di un path attraverso lo “*”. Alcuni esempi:

      • “POST /resource”

      • “* /resource”

      • “POST *”

      • “* /resource/*”

    • XPath o JSONPath: Espressione che può rappresentare un XPath o JSONPath. Se l’espressione ha un match con il contenuto la regola verrà applicata

    • LocalName dell’elemento xml: in caso il messaggio sia un xml (soap o rest), è possibile indicare il local name del root element xml su cui verrà applicativa la regola

  • Modalità Identificazione: rappresenta la modalità di acquisizione dell’identificatore applicativo. Può assumere i seguenti valori:

    • Url di Invocazione: il valore viene preso dalla url utilizzata dal servizio applicativo per l’invocazione. La regola per l’estrazione dalla url viene specificata tramite un’espressione regolare inserita nel campo pattern.

    • Contenuto: Il valore viene estratto direttamente dal messaggio applicativo. La regola per l’estrazione dal messaggio è specificata tramite un’espressione XPath o JSONPath inserita nel campo pattern;

    • Header HTTP: Il valore viene estratto dall’header di trasporto avente il nome indicato nel campo successivo.

    • Header di Integrazione: il valore viene estratto dall’header di integrazione GovWay presente nel valore della proprietà IDApplicativo.

    • Disabilitata: l’identificatore applicativo non viene estratto. Questa opzione è utile quando si vuole disabilitare l’estrazione dell’id applicativo solo per specifici messaggi;

  • Pattern: definisce l’espressione regolare, nel caso di identificazione urlBased, o l’espressione XPath/JSONPath, nel caso di identificazione contentBased, utilizzata per l’acquisizione dell’identificatore applicativo.

  • Identificazione Fallita: azione da intraprendere nel caso fallisca l’estrazione dell’identificatore applicativo tramite la regola specificata. Nel caso sia stato indicato blocca, tali richieste non verranno accettate con restituzione di un errore al mittente;

  • Riuso ID: opzione per abilitare/disabilitare il riuso dell’identificatore del messaggio (assegnato dal gateway) nel caso in cui vengano inviati messaggi con identificatori applicativi già processati in precedenza.